F1 motonautica, le interviste a Elisa Bocca, Valerio Lagiannella e Marit Strømøy del Rainbow team

di Redazione 920 views0

Spread the love


Conosciamo meglio i membri del Rainbow Team F1 attraverso queste interviste rilasciate alla vigilia del GP del Portogallo da Elisa Bocca, Valerio Lagiannella e Marit Strømøy.

ELISA BOCCA, team manager

Elisa, raccontaci come è nata la passione per la motonautica
“Conoscendo Fabrizio. Mi sono avvicinata pian piano e di conseguenza appassionata. Le prime volte ho partecipato da spettatrice per vedere effettivamente com’era il mondo della motonautica. Poi ho cominciato a fare la radio-man di Fabrizio. Con il tempo questo mondo mi ha catturata per via delle molteplici sfaccettature che lo caratterizza. Specialmente per le varie possibilità di esperienze che ti offre: non solo diversi tipi di lavori, ma anche la possibilità di conoscere delle persone. È un mondo che certamente ti fa crescere dal punto di vista comunicativo, conoscendo tante persone che provengono da tutto il mondo che si portano dietro le loro culture. Tanta gente, tante culture, tante lingue accomunate da un unico sport”.

Solitamente gli sport motoristici sono poco aperti alle donne, il Rainbow Team tra le sue file ne conta ben due, tu e Marit Strømøy. Una rarità o un cambiamento significativo?
“Sicuramente è un cambiamento significativo, ma non solo nella motonautica. Si vede anche nel mondo in generale, la donna può avvicinarsi a qualsiasi lavoro. Io mi ci sono avvicinata perché ho conosciuto Fabrizio ma ora la passione va oltre questo. Lo faccio perché mi piace”.

Raccontaci la tua più bella esperienza che hai vissuto in questi anni di gare
“Non ce n’è solo una, ce ne sono tantissime. Quando Fabrizio ha vinto il mondiale è stata una cosa in cui si sperava, ma non si è mai sicuri fino alla fine, abbiamo vinto combattendo gara per gara. Alla fine arrivare alla vittoria e pensare che qualcosa di mio c’è stato è un’enorme soddisfazione. Devo dire che anche quando un pilota che è passato nel nostro team va a punti o comunque fa bene, mi sento soddisfatta. Siamo il team che ha cresciuto più piloti di tutti e ne siamo fieri”.

La più brutta?
“Gli incidenti. Quella frazione di tempo che passa da quando è successo l’incidente a quando non hai notizie certe sullo stato fisico del pilota. Quante volte mi è capitato con Fabrizio!”

Cosa insegna la motonautica?
“Penso che insegni, così come tutti gli sport, una certa disciplina, specialmente per il pilota. Personalmente ho imparato ad avere un maggiore controllo di me stessa. Quando tengo la radio a Fabrizio devo dimenticare di essere moglie e calarmi nella parte del team manager”.

Convinci un bambino ad avvicinarsi alla motonautica
“Vieni a vederla! Tutte le persone, dai più piccoli ai più grandi, dopo averla vista in televisione sono rimasti entusiasti perché non si aspettavano uno spettacolo simile”.

Come speri che muti il mondo della F1 H2O nei prossimi anni?
“Beh evolvendosi, certamente facendo in modo che la gente si avvicini di più”.

Passiamo alla tua scuderia, il Rainbow Team. Pronostico per il 2008 e per il 2009
“Far meglio sicuramente dell’anno precedente, la parola d’ordine è migliorare e di avere barche sempre più competitive”.

Chi è Fabrizio Bocca?
“Per me lui è un gran pilota, non solo in acqua ma anche fuori. Ammiro tantissimo la sua tenacia, dopo una gara che è andata male con ottimismo pensa alla prossima”.

Ma è vero che non corre più?
“Dopo trent’anni tutti si sorprendono di non vederlo più in barca. Tanti hanno pensato che non voglia più correre, ma non è vero. Con l’esperienza acquisita può insegnare, trasmettere la propria esperienza in un’altra maniera. Sono sicura che ci saranno ancora sorprese”.

VALERIO LAGIANNELLA, pilota

Valerio, come e quando nata la passione per la motonautica?
“È nata per caso, le barche mi hanno sempre affascinato. La mia passione è nata andando in barca con gli amici per divertimento. Poi ho comprato una piccola barca da turismo e un’estate, sul lago di Garda mentre giravamo ci siamo trovati vicino ad un campo di gara di barche da corsa. Non vi dico quanto mi è piaciuta. Mi sono informato e ho scoperto che bastava avere un’imbarcazione. Allora abbiamo comprato una barca un pò più potente e affiancato da un mio amico è cominciata l’avventura. La crescita è stata naturale, finché non mi sono avvicinato ad un cantiere nautico che aveva un team regolare, questo nel 1999”.

Ora sei sotto l’ala di Fabrizio Bocca, cosa speri di ottenere e cosa hai già ottenuto?
“Grazie a Fabrizio ho ottenuto la possibilità di partecipare ad un campionato del genere, lo ho sempre fatto per passione ma spero un giorno di poterlo fare a tempo pieno. La corsa per ora è un’attività secondaria ma nonostante ciò, stiamo lavorando per arrivare a ridosso di coloro che stanno in alto”.

La prima gara del mondiale l’hai vista dal pontile per motivi fisici, quali sono i tuoi sentimenti per questo secondo appuntamento?
“Io sono molto positivo e rilassato. È la prima volta che mi capita. Tecnicamente abbiamo fatto passi da gigante. In più Portimão è un circuito che mi piace molto dove siamo sempre andati bene. Spero di arrivare tra i primi dieci”.

Qualè il tuo obiettivo a breve termine?
“Quello di finire questa gara nella miglior posizione possibile. Dal decimo in su sarebbe ottimo”.

E a lungo termine?
“Sviluppare per il prossimo anno con una barca più competitiva di quella di oggi. Sono sicuro che raggiungeremo un livello molto buono”.

Perché la motonautica in Italia è uno sport di nicchia?
“È uno sport di nicchia per modo di dire, sono tantissimi quelli che corrono sull’acqua. Però è vero che non esiste uno sforzo né a livello nazionale né a livello internazionale per farla conoscere alla massa. Personalmente ho sempre amato correre in macchina, ma quando daquando ho provato la barca non ho mai più pensato ad un’auto. Unisci grande velocità, potenza e leggerezza e ottieni una barca da corsa, la cosa più bella per un pilota. Poi c’è il discorso del poco spazio che i media dedicano alla nostra attività”.

Convinci uno sponsor a elargire soldi per la motonautica
“Direi che non è il mio lavoro, preferisco preoccuparmi della barca”.

Qual’è il ricordo più bello che hai di una gara?
“Due sono stati i momenti molto belli. L’ultima gara di F2 e direi la prima di che ho finito in F1 a Como tre anni fa. Per quanto riguarda la F2 è stata certamente la miglior prestazione che ho fatto sia in campo tecnico che di guida e per la F1 perché la prima gara non si scorda mai”.

Il più brutto?
“Sono tanti e tutti legati alle rotture che mi hanno impedito di terminare le gare, fortunatamente non sono mai stato coinvolto in incidenti”.

A chi dedicherai la tua prima vittoria di un GP?
“Alle persone che saranno importanti in quel determinato momento, alle persone che mi hanno aiutato a raggiungere quel risultato. Se accadesse domenica sarà lo dedicherò certamente a Fabrizio e al Team”.

MARIT STRØMØY, pilota

Marit, cosa ti aspetti da questa nuova esperienza con il Rainbow Team?
“Ho sempre voluto correre in F1, l’anno scorso ne ho avuto la possibilità per alcune gare. A inizio stagione Fabrizio cercava un pilota, mi ha chiesto e io ho accettato. Abbiamo lavorato molto con la barca, stiamo crescendo”.

Quando hai cominciato a pensare: voglio fare il pilota di motonautica?
“Avevo circa sette anni, vedevo mio padre trafficare con i motori e io mi sono appassionata. La mia prima gara l’ho disputata a 12 anni!”

Questo, però, è uno sport generalmente maschile, ma non sembra darti fastidio
“Assolutamente. Credo che quello che possa fare un uomo lo può fare anche una donna, sia fisicamente che mentalmente.”

Cosa vuoi ottenere dalla motonautica?
“Ovviamente il primo posto! Quando ho cominciato a correre nelle serie minori pensavo e speravo nella F1, ed eccomi qua. Ma non è tutto, ho realizzato un altro sogno: nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio ho partecipato alla 24 ore di Le Rouen”.

Non c’è il rischio di essere considerata un “maschiaccio”?
“Ma sai, non mi interessa quello che dicono le persone. In questo sport non si è uomini o donne, si è piloti, punto”.

Allora, convinci una donna a praticare uno sport da uomini
“Donne, non c’è niente di meglio che sfidare un uomo nel suo campo e dimostrare di essere migliori”.

Chi è Marit Strømøy?
“Sono una cantante, un pilota e sono molto contenta”.

Sei prima una cantante o un pilota?
“Sono una cantante dove devo cantare e un pilota dove devo correre”.

Cosa farai quando vincerai il tuo primo GP?
“Voglio una grande bottiglia di champagne gelato”.

Chi vincerà il mondiale 2008?
“Credo che la vera sfida sia tra Cappellini e Andersson”.

Fatti una domanda e risponditi
“Perché mi esaltano le barche? Perché mi piace la bagarre e perché è… pericoloso!”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>