Trilobis, yacht elettrico e sottomarino italiano

di Valentina Cervelli Commenta

Alcuni progetti sono davvero in grado di lasciare a bocca aperta e Trilobis uno yatch sottomarino tutto italiano di certo è un di quelli: soprattutto perché pensato per rendere più comoda l’esplorazione dei fondali marini.

Yacht all’avanguardia per esplorazione marina

Il suo ideatore, l’architetto Giancarlo Zema, ha pensato davvero in grande quando ha pensato a questo tipo di imbarcazione che in futuro, una volta realizzata potrebbe diventare uno strumento perfetto da utilizzare in parchi ed aree marine protette per consentire ai visitatori di osservare le bellezze naturali sottomarine come mai fatto prima. Uno yacht pensato con una propulsione elettrica ad idrogeno e quindi pulita e green. Zema è un professionista che da oltre venti anni lavora su progetti di yacht elettrici: Trilobis è stato firmato dall’architetto per SemiSubGeneration. Il nome Trilobis viene dai trilobiti, esseri che in passato, 500 milioni di anni fa, popolavano i mari della terra. Come ha spiegato lui stesso parlando di questa speciale imbarcazione:

Trilobis è uno eco-yacht ideale per navigare nell’esplorazione di baie e parchi marini, nel massimo rispetto della natura. Nato per consentire a chiunque la possibilità di scoprire la fantastica e inusuale esperienza di vivere nell’ambiente marino. La finalità è didattica e legata alla conoscenza dell’ambiente come per esempio la barriera corallina: si osservano i pesci non si sfreccia sull’acqua. Ogni unità si articola su quattro livelli connessi da una scala interna a chiocciola e può ospitare fino a 6 persone.

Idea green alla ricerca di investitori italiani

L’organizzazione di Trilobis è stata pensata per sfruttare al meglio gli spazi dando modo ai passeggeri di poter viaggiare comodi senza perdere nulla dell’ambiente loro circostante. Tecnicamente il piano più alto, quello con la zona comando si staglia a 3,5 m di altezza. Il secondo, posto a 1,5 metri ospita la zona giorno con i servizi e una terrazza, mentre il ponte, semisommerso, è posto a 0,8 m sotto il livello del mare. Lo scafo dello yacht è stato pensato in acciaio con sovrastruttura in alluminio per una lunghezza totale di 20 metri e una velocità massima raggiungibile di 10 nodi.

Parte della propulsione verrà ottenuta tramite pannelli fotovoltaici. La parte più interessante? Di sicuro il bulbo di osservazione posto a 3 m sotto il mare; questa parte è stata concepita in acrilico ad alta resistenza ed è senza dubbio il luogo “più intimo e meditativo dell’intera abitazione galleggiante“.

Ovviamente il progetto è straordinario ma per la sua realizzazione sono necessari degli investimenti: la speranza è di ottenerli in Italia, dove esistono le migliori competenze nel settore nautico.

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