Sandy Island, l’isola che non c’è su Google Maps

di Giulia Commenta

Chi non conosce o ha mai usato Google Maps o Google Earth per cercare qualche sperduta località del globo magari per pianificare una fuga o semplicemente per un viaggio in barca a vela? E chi leggendo da bambino Peter Pan non ha mai sognato almeno una volta di andare sull’Isola che non c’è? Secondo i servizi geografici online di Mountain View l’Isola che non c’è esiste davvero e si chiama Sandy Island e si troverebbe a circa 250 miglia dalle Coste di Nuova Caledonia e 550 dala costa orientale dell’Australia. Ma secondo diverse voci autorevoli della comunità scientifica confermate da una recente spedizione dell’isola, a largo del Mar dei coralli, non c’è traccia.

Che si tratti semplicemente di un errore delle carte geografiche riportate da Google? I pareri sono discordanti. Nulla di paragonabile agli errori nelle mappe di iOs 6, l’app di Apple al centro di molte critiche su bug di sistema e mappe errate. Non è così facile stabilire se un’isola disabitata esiste davvero, se è sommersa o se non è mai esistita.

Per fare luce sulla vicenda una spedizione è giunta sul punto dove è indicata la presenza di Sandy Island ma i sonar non hanno rilevato nulla registrando una profondità di 1400 metri. Questo escluderebbe la possibilità di un affondamento dato che i sismografi  non hanno registrato particolari movimenti, sebbene in quella zona corrisponde l’incontro delle zolle tettoniche tra la placca indo-australiana, quella Pacifica e delle Filippine.  Ma altre fonti autorevoli confermerebbero l’esistenza di Sandy Island, tra cui alcune carte nautiche, mappe meteorologiche e l’Atlas of the World. Non ci risulta che l’Isola di Sandy sia stata mai menzionata nei diari dei navigatori, tantomeno con il nome Sable Island, come suggeriscono alcuni.

Ma quella dell’Isola che non c’è non è l’unico mistero intorno all’esistenza di un posto sperduto. Tra le isole fantasma più note c’è la Frislandia, l’Isola di Buss, la Pepys Island e tante altre. In molti casi si tratta di errori di navigazione, iceberg scambiati per isole e banchi di nebbia che danno luogo a illusioni ottiche.

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