Ancora scintille tra le baleniere e gli attivisti di Greenpeace

di Redazione 377 views0

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Gli attivisti di Greenpeace hanno ostacolato il rifornimento di carburante dalla nave cisterna Oriental Bluebird alla nave macelleria giapponese Nisshin Maru. Si trattava di un’operazione ritenuta illegale nelle acque antartiche per i rischi ambientali che essa comportava. Un gommone si è infiltrato tra le due navi rallentandone l’avvicinamento per il passaggio di carburante. I membri dell’equipaggio dell’Esperanza hanno avvertito le baleniere giapponesi che la nave di Greenpeace e gli attivisti sui gommoni si trovavano dietro l’Oriental Bluebird per impedire le operazioni di rifornimento. Ma le due navi hanno continuato ad avvicinarsi, mentre uno dei gommoni rischiava di restare intrappolato.

Sakyo Noda, responsabile campagna Balene di Greenpeace Giappone, ha mandato un chiaro messaggio all’Oriental Bluebird: la nave cisterna deve lasciare subito le acque antartiche; il rifornimento è un’attività pericolosa che mette a rischio un ambiente incontaminato e protetto come l’Antartide. Proprio l’anno scorso la Nishin Maru ha subito un incendio mentre era in prossimità dell’Oriental Bluebird: non è escluso che fosse in corso un trasbordo tra le due navi.

“La nave cisterna con bandiera panamense non è nemmeno ufficialmente registrata come parte della flotta baleniera e non avrebbe dovuto essere lì – sostengono gli attivisti – Il governo panamense, che si è schierato a difesa delle balene nell’IWC, si rende complice della loro mattanza, se permette all’Oriental Bluebird di rifornire la Nisshin Maru sotto la propria bandiera”.

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