Nautica: il giudizio di UCINA sulla manovra economica

di mar Commenta

Duro commento di UCINA sulle misure inserite nella manovra economica: il settore, già fortemente penalizzato dalla crisi rischia, secondo quanto affermato dall’Associazioni degli imprenditori di Categoria di essere ulteriormente depresso.

Anton Francesco Albertoni, presidente di UCINA – Confindustria Nautica ha affermato tra l’altro che i provvedimenti illustraiti dal Governo “e nello specifico, le misure che prevedono l’introduzione di una tassa di stazionamento sui posti barca sono destinati ad avere ripercussioni fortissime sulle economie locali della filiera nautica, dei servizi, dei porti, del rimessaggio e del commercio legato al settore” .

Le stime dell’ Osservatorio Nautico Nazionale affermato che il gettito della nuova tassa sarà di circa 285 milioni di euro; ovviamente a risentire maggiormente degli effetti dell’introduzione della nuova tassa saranno le regioni a più spiccata vocazione diportistica, e col maggior numero di posti barca disponibili: 45 milioni di Euro circa per Liguria e Toscana, 35 per Campania e Sardegna, 22 per il Friuli Venezia Giulia, 19 per il Veneto.

Albertoni ha affermato inoltre che ” nel 2011 il 15% del traffico dei marina turistici è stato rappresentato da diportisti stranieri che saranno inevitabilmente scoraggiati a permanere sulle nostre coste; una flessione del traffico charter del 25% in termini di mancato indotto, annullerebbe da sola l’intero gettito dell’imposta, senza contare la mancata contribuzione IVA sulla vendita delle unità nuove – acquistabili con leasing estero – e quello dovuto alla diminuzione dei ricavi delle aziende dei servizi e del turismo legati all’uso delle barche di proprietà di privati”.

UCINA ovviamente non si sottrae all’impegno d concorrere ai sacrifici richiesti dal Governo per ottenere maggiore stabilità e crescita nel futuro; tuttavia vengono proposti aggiunstamenti che favoriscano lo sviluppo senza deprimere ulteriormente il settore: ad esempio la creazione di un indice di vetustà delle imbarcazioni che, come nel caso della auto, renda inesigibile l’imposta per barche di età superiore ai 20 anni e la differenziazione dell’imposta tra barche a motore e barche a vela.

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