Sicurezza: firmato nuovo protocollo per assistenza medica in mare

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E’ stato firmato nei giorni scorsi un protocollo d’intesa per l’assistenza medica in mare nei casi di emergenza: il documento è stato firmato dal Capo Dipartimento sanità pubblica e innovazione del Ministero della salute, dal Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e dal Presidente del Centro Internazionale Radio Medico.

L’accordo diverrà il testo di riferimento per la regolamentazione delle collaborazioni trai vari soggetti che sono coinvolti nell’assistenza medica in mare in Italia; il nuovo documento sostituisce il precedente, in vigore dal 2004, adottato a sua volta in recepimento delle raccomandazioni incluse nella circolare SC/960 dell’International Maritime Organization.

Il documento regola al livello generale le varie procedure relative ala evacuazione medica dalle navi di ammalati e traumatizzati: a tale operazione dovrà procedere l’autorità marittima, a seguito di una diagnosi medica effettuata dal CIRM )Centro di Telemedicina Marittima nazionale), che oltre alla valutazione medica, darà i consigli per procedere al trasbordo.

Un capitolo particolare è costituito dai casi di possibili patologie trasmissibili: in questo caso è previsto il coinvolgimento dell’Ufficio di Coordinamento USMAF del Ministero della Salute, che è stato individuato quale punto di contatto a livello nazionale per l’applicazione del Regolamento Sanitario Internazionale adottato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2005.

La sottoscrizione di questo accordo nelle intenzioni dovrà portare a un miglioramento ulteriore del sistema complessivo di norme organizzative nazionali che riguardano l’assistenza medica e la sicurezza in madre; il tema, che col progressivo diffondersi della nautica da diporto e la conseguente crescita del numero di incidenti in mare è diventando sempre più rilevante, ha portato negli anni alla stipula di varie intese anche a livello locale con i servizi del 118.

Tali accordi verranno ulteriormente migliorati in futuro, ad esempio continuando a prevedere la presenza di team medici e paramedici a bordo delle unità delle Capitanerie di Porto per il consentire un più sicuro trasporto in ospedale delle persone soccorse.

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