Barche ad energia solare, dall’Australia tutto pronto per il giro del mondo

di Redazione Commenta

A Brisbane, in Australia, ha fatto scalo quello che è il più grande scafo del mondo ad essere unicamente alimentato grazie allo sfruttamento dell’energia solare. Il Turanor, della Planet Solar, sta effettuando il giro delle principali città del mondo, con l’auspicio di diventare la prima imbarcazione al mondo a compiere il giro del Pianeta con la forza eco-energetica.

Attualmente, il Turanor ha già coperto oltre 15 mila miglia nautiche, ed è praticamente a metà del proprio lungo viaggio. Il nome Turanor, come gli appassionati delle opere di J.R.R. Tolkien avranno già intuito, deriva da uno dei nomi presenti nella saga del Signore degli Anelli, e significherebbe “La Forza del Sole”.

Per quanto concerne le principali caratteristiche tecniche di questa innovativa imbarcazione, ricordiamo che il Turanor è costato complessivamente circa 16 milioni di dollari, utili per installare e veicolare gli oltre 8 mila pannelli solari che coprono i 540 metri quadrati di superficie complessiva a disposizione.

L’imbarcazione è stata realizzata su progetto dell’uomo d’affari Raphael Domjan, il quale ha previsto che i pannelli solari montanti lungo l’intera superficie della barca siano in grado di alimentare efficientemente i due motori elettrici principali, che spingono lo scafo, senza necessità di alcuna ricarica intermedia, per tre giorni consecutivi a una velocità di 7,5 nodi.

Grazie alle peculiarità di cui sopra, lo scafo può coprire oltre 200 chilometri ogni giorno, senza necessità di issare le vele, e senza necessità di essere alimentato con motori a combustione. La velocità di punta stimata dall’imbarcazione è infine pari a 14 nodi, raggiungibili grazie al design aerodinamico realizzato.

Tuttavia, stando a quanto si legge sulla stampa di settore, nonostante l’imbarcazione sia stata testata nelle gallerie del vento, il tragitto di Turanor continua a incontrare qualche difficoltà nelle giornate più ventose, con criticità di garantire i tempi di rotta previsti qualora la forza del vento superi la velocità di 40 nodi.

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