Sul Pacifico in barca a remi, il diario di bordo di Alex Bellini dopo 148 giorni di mare

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Aggiornamento sull’impresa di Alex Bellini, il rematore solitario che sta attraversando l’Oceano Pacifico a bordo di “Rosa di Atacama II”, una barca a remi. Bellini è all’ottantacinquesimo giorno di navigazione, e quasi quotidianamente affida al proprio diario, pubblicato sul suo sito internet, i racconti e le impressioni della sua impresa in pieno svolgimento. Queste le sue parole.

Rock&roll, amici. Oggi il mare mi ha fatto proprio saltare, sembrava un cavallo imbizzarrito. Ancora adesso, benchè sia notte e la luna sia coperta da uno spesso banco di nuvole, si vede tutt’intorno il bianco spumeggiante di grosse onde. Ciò che lascia di sasso e incute un certo timore è però il frastuono del vento. è tanto forte che fa vibrare le due barre di sicurezza a cui sono fissati i remi di scorta e la vibrazione la sento pure addosso, nelle orecchie, sulle pareti della cabina…

Ho preso così tanta acqua che stasera quando mi son fermato avevo la pelle delle mani e dei piedi cotta. Avete presente quando state troppo in acqua e vi viene la pelle tutta bianca e raggrinzita? Sono prosciugato da tutte le energie, però sono soddisfatto perchè senza farmi intimorire (nell’Atlantico me ne sarei stato buono buono in cabina a riposo) sono quasi riuscito a raddrizzare una giornata che sembrava persa irrimediabilmente. Durerà qualche giorno, poi chissà?! Le previsioni sono molto incerte ed è impossibile quindi fare ipotesi. Ormai lo sapete, lunedì mi si è rotto il dissalatore, o per meglio dire un piccolo componente. Stavo dissalando come al solito quando ho sentito improvvisamente che la leva non faceva più resistenza. Nessun rumore iniziale quando però poi ho dato il successivo colpo di gambe ho sentito un rumore orribile, come di ossa di pollo che si spezzano tra i denti di un cane.

Fermandomi immediatamente mi sono accorto che il cilindretto in acciaio, che faceva da perno alla leva che aziona il sistema era fuori sede. Sembrava una sciocchezza, l’ho rimesso al suo posto aspettandomi che tutto ripartisse invece la leva andava ancora a vuoto. Nei 15 secondi che sono seguiti ho urlato tanto che il cielo quasi si è rannuvolato. In quel breve lasso di tempo mi ero già figurato la sorte che mi sarebbe toccata: con solo 3 litri di acqua sarei andato alla deriva per 4/5 giorni nella speranza di raggiungere Motu one e trovare aiuto. La mia mente si era già convertita a lavorare in stato di crisi e mi faceva ragionare come un naufrago.

Non provavo paura, solo delusione. Ovviamente la mia traversata aveva radicalmente cambiato faccia e non c’era tempo per le fregnacce. Poi però ho pensato che potevo almeno provare a smontarlo e farmi un’idea più precisa e così ho fatto. Per mia fortuna si era solo rotto un piccolo spessore che ho sostituito con uno recuperato dall’altro dissalatore rotto 2 mesi fa. Un’ora dopo stavo già dissalando nuovamente. E’ stato davvero un brutto momento ed oggi ho utilizzato l’apparecchio con molta più cura del solito. Ieri altro incontro con un aereo. Il primo pensiero che mi è venuto è stato: “Qui non sembrano preoccupati del costo del carburante!”

Ho cercato di mettermi in comunicazione con loro via radio, ma mi è stato impossibile. Ricevevo ma non potevo trasmettere, forse per un problema al microfono del trasmettitore o forse per il voltaggio basso. Ho montato e smontato la radio, ricollegato fili ma tutto inutilmente. Nel frattempo l’aereo stava compiendo il terzo ed ultimo passaggio ravvicinato (speriamo che abbiano fatto foto migliori delle precedenti) per poi allontanarsi. Ormai è la terza volta che un aereo mi raggiunge, ma ancora mi impressiona molto vederlo volare lento e basso sopra di me. E’ quasi difficile credere che possa rimanere sospeso in aria senza precipitare. E a proposito… che nome diamo a questo uccello nella foto, che ha passato le ultime 2 notti appollaiato sul pannello solare di poppa? Un indizio importante è che fa un sacco di…. ma davvero tanta!! Tanti auguri a Stefano Manubrio che il 18 luglio ha compiuto 63 anni!”

L’ultima posizione rilevata per Bellini è 14°52′22.00” S e 155°00′36.00” W. E’ comunque possibile controllare dove si trova la “Rosa di Atacama II” in qualsiasi momento tramite il sito di Alex cliccando QUI.

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