L’America’s Cup non si diputerà nell’Emirato di Ras al Khaimah

di Redazione Commenta

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Pubblichiamo di seguito la dichiarazione del Golden Gate Yacht Club in seguito alla decisione dell’Alta Corte di New York di accogliere la richiesta di Bmw-Oracle secondo la quale la località scelta dal defender Alinghi (che aveva chiesto di disputare la competizione nell’Emirato di Ras al Khaimah) non rispetta il regolamento dell’America’s Cup, perchè questo vieta di disputare le gare a febbraio nell’emisfero nord.

DICHIARAZIONE DI TOM EHMAN, PORTAVOCE DEL GOLDEN GATE YACHT CLUB

New York, NY, 27 ottobre 2009 – Siamo felici per la decisione della Corte, che non consente la
scelta fatta da Alinghi sulla scelta della località in base al Deed of Gift.
Non vediamo l’ora di ricevere le decisioni del Giudice Kornreich alla fine di questa settimana
riguardo altri due punti.

Il primo: noi speriamo che lei possa essere d’accordo con la nostra posizione per cui Alinghi
non può aggiungere zavorre d’acqua supplementari, attrezzature o equipaggio alla sua barca
dopo la sua misurazione di stazza, nel rispetto della restrizione prevista dal Deed of Gift sulla
lunghezza al galleggiamento in condizione di regata (load water line). Autorizzando i team ad
aggiungere ulteriore peso dopo la misurazione di stazza – allungando così la load water line
ed aumentando la velocità della barca‐ questo viola il Deed of Gift, decenni di regate disputate
e lo spirito delle regole che governano l’America’s Cup.
Il secondo, che il Giudice Kornreich comprenda la necessità di una giuria equa ed imparziale.
La nostra posizione è che la giuria della regata debba avere i normali poteri per giudicare.
Resta la nostra motivazione a negoziare tutti i punti che restano aperti con Alinghi, per
assicurare una Coppa America equa, competitiva e di successo nel febbraio 2010. Oggi si è
fatto un grande passo avanti in questa direzione.