Margaret Fuller e il naufragio del vascello Elizabeth

di Redazione 1

Il nome di Margaret Fuller è strettamente collegato al mondo del giornalismo e, in particolare, alla città di Roma: in effetti, si tratta della donna americana che per la prima volta fece dei suoi articoli una professione. Ed è proprio in qualità di giornalista professionista del New York Tribune che tra il 1847 e il 1849 rimase nella “città eterna”, assistendo, tra l’altro, all’avvento e al rapido declino della Repubblica. Purtroppo il suo nome è anche legato a un’antica tragedia del mare, il naufragio del vascello Elizabeth, in cui perse la vita insieme al suo compagno, Giovanni Angelo Ossoli, e al figlio di pochi anni, Angelino. Dopo aver compreso che il destino di Roma era segnato, la Fuller decise di tornare in patria insieme alla sua famiglia; il passaggio a bordo di un mercantile che trasportava sete e marmo con destinazione New York fu l’occasione per il ritorno a casa, ma anche l’ultima scelta che la giornalista fece in vita.

Il 17 maggio del 1850 ci fu l’imbarco insieme alla bambinaia Celeste Paolini dal porto di Livorno. La triste serie di coincidenze cominciò sin da subito: in effetti, il comandante dell’Elizabeth si ammalò e morì di vaiolo e la guida passò al giovane e inesperto Bangs. Il naufragio fu qualcosa di pazzesco, visto che il vascello era praticamente giunto a poche centinaia di metri dal porto americano, ma all’altezza di Fire Island la nave si incagliò per il vento.

L’equipaggio riuscì a salvarsi, nonostante diverse ore di agonia in mezzo al mare, mentre Ossoli, la Fuller, la bambinaia e il figlio della coppia perirono, sopraffatti dalla forza delle onde (era il 19 luglio del 1850). In molti cercarono il corpo della giornalista scomparsa, ma senza nessun successo; con questa morte si perse anche un prezioso documento della Fuller, il manoscritto sulla storia della Repubblica Romana, oltre ad altri reperti di estremo interesse.

Commenti (1)

  1. È vero che il mercantile trasportava una grossa statua di marmo di Carrara spedita dallo scultore Hiram Powers? La statua fu recuperata?

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