Thomas Coville e il suo equipaggio hanno raggiunto mercoledì sera, alle 18.30, il porto di Brest, dove il trimarano attenderà la finestra meteo ottimale per salpare e tentare di battere il record del giro del mondo attualmente detenuto da Francis Joyon in 57 giorni, 13 ore, 34 minuti e 06 secondi. Navigare in solitaria a bordo di un grande multiscafo richiede abilità del tutto particolari, padroneggiate solo da una manciata di uomini e donne in tutto il mondo. Su queste barche, la velocità crea tanta adrenalina quanto stress, e l’optimus è dato dal raggiungimento del perfetto equilibrio tra la velocità e la soglia del rischio. Dalla fiducia del marinaio, nasce la velocità della barca.
E’ passato un anno dal primo tentativo di giro del mondo, e Thomas Coville ha avuto modo di affinare ed evolvere il suo modo di condurre il trimarano, lungo 105 piedi. “Ho sviluppato un modo di utilizzare la barca diverso rispetto a quello che avevo con i 60 piedi – racconta Thomas – Esito meno a lanciare in velocità il mio Sodeb’O. La barca è più leggera e accetta più superficie velica rispetto a quella che osavo mettere prima, in certe condizioni. Fisicamente è perfettamente gestibile… ma ovviamente più veloce!”.
Ci sono tanti aspetti da valutare più da vicino per quanto concerne la barca d'appoggio
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