Il giro del mondo in barca a vela. Un’impresa difficile per qualsiasi marinaio, che potrebbe apparire ancor più suggestiva conoscendo la storia di Pietro e Vittorio Fresi, due navigatori sardi (padre e figlio) in procinto di affrontarla. Il primo, ex-istruttore di vela, ha 63 anni e tre traversate atlantiche alle spalle; il secondo, trentatreenne, ha subito due anni fa un’importante operazione al cuore e ora vive grazie ad una valvola cardiaca di maiale. I marinai navigheranno a bordo di “Onitron I”, una barca in acciaio di circa undici metri con venticinque anni di carriera alle spalle, e dovranno percorrere circa trentamila miglia.
Lo scafo, dopo circa 180 giorni, farà uno scalo tecnico a Melbourne perchè, come ha detto Piero Fresi “Onitron I è troppo piccola per avere un’autonomia di acqua, viveri e materiale per un giro del mondo senza soste”. Il viaggio avrà anche un valore medico-scientifico, in quanto il cuore di Vittorio sarà monitorato continuamente dalla Teruma, la società giapponese che ha prodotto la protesi.
L’ultimo augurio ai navigatori viene direttamente da Michele Portoghese, il cardiochirurgo che ha curato Vittorio Fresi. “Mai avrei immaginato – ha detto il medico durante la presentazione del viaggio – che un giorno Vittorio sarebbe salpato per un giro del mondo a vela”.
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Circa questa impresa ci sono aggiornamenti.
la barca ha scuffiato ma si e' raddrizzata!.
I Fresi attendono i soccorsi di una petroliera che dirige verso di loro.
Saluti
BRUNO MANCA CAGLIARI
Gentili Signori Fresi,
una cosa mi incuriosisce,poiche sto per partire anch,io per il giro del mondo,in solitario
e senza scalo,
.Quale e stato il motivo per cui dopo 213 giorni eravate ancora in Pacifico?