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Conclusa la sesta edizione del Seatec, aumentano i visitatori e la soddisfazione per la qualità degli eventi

 
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11 febbraio 2008
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Conclusa la sesta edizione del Seatec, aumentano i visitatori e la soddisfazione per la qualità degli eventi
La soddisfazione, nei padiglioni di CarraraFiere al termine di Seatec, è palpabile tanto per gli espositori che hanno apprezzato la qualità di un salone che ha portato visitatori da tutto il mondo quanto per Università, associazioni ed organizzazioni internazionali che hanno dato vita a iniziative ed eventi che hanno visto una grande partecipazione di tecnici e progettisti.

Grazie a richieste arrivate anche nelle ultime ore prima dell’apertura Seatec chiude con un record di 865 espositori su oltre 32.000 metri quadrati ed un aumento stimato di visitatori del +40% rispetto al 2007.

“Avremo bisogno di un controllo definitivo, soprattutto per disporre delle statistiche di provenienza degli operatori – commenta Paris Mazzanti, direttore di CarraraFiere, a poche ore dalla chiusura del salone – ma al di la dei numeri credo che ormai il salone, in sole sei edizioni, si possa collocare a pieno titolo fra gli eventi internazionali più significativi della nautica, non solo per numero e qualità degli espositori e dei visitatori ma anche per il valore di iniziative che si sono svolte in questi tre giorni.”

Punta l’attenzione sul “design, la ricerca e l’innovazione che caratterizzano la manifestazione” il presidente Giorgio Bianchini che prosegue ricordando come “il premio MYDA (Millennium Yacht Design Award), iniziative che hanno coinvolto giovani progettisti e professionisti affermati come Abitare la Barca, l’assegnazione della Targa Bonetto, il “Furniture Design Award”, lo Yacht Engineering Forum, l’impegno di Assocompositi, tanto per citarne solo alcuni, sono esempi di quanto questa manifestazione si sia saldamente radicata nel settore come momento di promozione commerciale ma anche come appuntamento tecnico.”

Fra gli eventi in programma nella giornata di chiusura ha tenuto banco l’incontro che ha avuto come protagonista Andrea Pendibene, giovanissimo skipper che ha raccontato l’esperienza vissuta partecipando alla TRANSAT 650, regata oceanica alla quale sono ammessi i migliori ottanta skipper del mondo che devono attraversare l’oceano su una barca lunga solo sei metri e mezzo.

Ha portato i saluti della regione Toscana l’assessore alle politiche del mare Giuseppe Bertolucci, amministratore ma anche appassionato del mare che ha sottolineato come “l’impresa di Pendibene non è solo una sfida al mare e un atto di coraggio individuale ma anche una grande azione promozionale per il settore nautico italiano e toscano in particolare perché la sua barca era un concentrato di tecnologia di avanguardia che dimostrava le capacità del settore nautico nella nostra regione.”

L’assessore Bertolucci, nel suo intervento ha anche ricordato l’impegno dell’amministrazione regionale per lo sviluppo di un comparto come quello della nautica che non è solo produzione di grandi yacht ma anche di piccole imbarcazioni che necessitano di strutture e servizi adeguati. “Con il master Plan dei porti la Toscana vuole creare le condizioni anche infrastrutturali per sostenere il comparto che dovrà avere, anche a Carrara, con il porto turistico, uno sbocco al mare indispensabile per la nautica da diporto e per le aziende che producono imbarcazioni”.

Concluso, dopo tre giorni, il programma di workshop e seminari tecnici organizzati da Assocompositi, l’associazione che rappresenta, tutela e promuove l’industria italiana dei materiali compositi, nell’ambito di Seatec 2008.

Nell’area denominata “Isola dei Compositi” l’Associazione ha affrontato, con confronti teorici e dimostrazioni pratiche, il tema delle opportunità offerte dall’innovazione nel campo dei materiali e delle tecnologie per la nautica su tutta la filiera produttiva, dalle materie prime e dalla produzione degli stampi fino all’assemblaggio del prodotto finito.

Argomento centrale del seminario è stata “la razionalizzazione del processo produttivo di scafi con la tecnica di infusione” che permette di ottenere un maggior controllo della qualità, rendendo più veloce le fasi di lavorazione, anche grazie all’ausilio di attrezzature tecnologicamente avanzate.

Parallelamente alla parte teorica si è svolto un workshop dimostrativo che ha visto, nel corso dei primi due giorni, la realizzazione e l’estrazione dallo stampo di uno scafo e relativa coperta con tecnica di infusione e, nella terza giornata, l’assemblaggio dei componenti.

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