Yacht affondato, quanto costa recuperarlo? Quando un simile mezzo affonda la perdita non si limita al valore dell’imbarcazione. Scopriamo insieme cosa succede e quanto può costare.

Come recuperare uno yacht affondato
In molti casi la fase più complessa e costosa inizia proprio dopo il naufragio, con le operazioni di recupero del relitto. Si tratta di interventi altamente specializzati che richiedono personale qualificato, mezzi navali, tecnologie avanzate e un’attenta pianificazione.
Il costo finale per uno yacht affondato può variare da poche decine di migliaia di euro fino a decine di milioni, a seconda delle caratteristiche dell’imbarcazione e delle condizioni del luogo in cui è affondata.
Il primo elemento che incide sul prezzo è la dimensione dello yacht. Recuperare una piccola imbarcazione da diporto è molto diverso dal riportare in superficie un superyacht lungo oltre 50 o 60 metri. Maggiore è il peso del relitto, più potenti dovranno essere le gru galleggianti, le piattaforme e i sistemi di sollevamento utilizzati durante le operazioni.
Anche la profondità rappresenta un fattore determinante in caso di yacht affondato. Se questo si trova a pochi metri dalla superficie, l’intervento è generalmente più semplice e veloce. Quando invece il relitto giace a decine di metri di profondità, entrano in gioco sommozzatori professionisti, robot sottomarini telecomandati e sofisticate attrezzature in grado di lavorare in condizioni difficili. Tutto questo comporta un aumento significativo dei costi.
Un altro aspetto fondamentale? Riguarda le condizioni del mare e il luogo dell’incidente. Operare in un porto protetto è molto diverso dal lavorare in mare aperto, dove vento, correnti e onde possono rallentare le operazioni e aumentare i rischi per gli operatori. Anche la vicinanza a rotte commerciali o ad aree marine protette può rendere il recupero più complesso dal punto di vista logistico e autorizzativo.
Diverse operazioni importanti da gestire

Prima ancora di sollevare il relitto è spesso necessario rimuovere il carburante e gli altri materiali potenzialmente inquinanti presenti a bordo. Questa fase serve a evitare danni all’ambiente marino ed è regolata da norme molto severe. Successivamente vengono installati cavi, palloni di sollevamento o strutture metalliche che consentono di riportare gradualmente lo yacht in superficie senza provocare ulteriori danni.
Le spese non finiscono con il recupero dello yacht affondato. Una volta riportata a galla, l’imbarcazione deve essere trasportata in un cantiere navale per essere ispezionata. Nella maggior parte dei casi occorre inoltre smaltire materiali danneggiati, effettuare bonifiche ambientali e valutare se la nave possa essere riparata oppure debba essere demolita. Tutte queste attività contribuiscono ad aumentare il conto finale.
Per gli yacht di lusso il recupero può trasformarsi in un’operazione multimilionaria. Oltre ai costi tecnici si aggiungono quelli legati alle indagini sulle cause dell’affondamento, alle perizie assicurative, agli eventuali risarcimenti e alle conseguenze ambientali. È proprio per questo motivo che i proprietari di grandi imbarcazioni stipulano normalmente polizze assicurative specifiche, capaci di coprire almeno una parte delle ingenti spese.