Il 17 maggio del 1850 ci fu l’imbarco insieme alla bambinaia Celeste Paolini dal porto di Livorno. La triste serie di coincidenze cominciò sin da subito: in effetti, il comandante dell’Elizabeth si ammalò e morì di vaiolo e la guida passò al giovane e inesperto Bangs. Il naufragio fu qualcosa di pazzesco, visto che il vascello era praticamente giunto a poche centinaia di metri dal porto americano, ma all’altezza di Fire Island la nave si incagliò per il vento.
L’equipaggio riuscì a salvarsi, nonostante diverse ore di agonia in mezzo al mare, mentre Ossoli, la Fuller, la bambinaia e il figlio della coppia perirono, sopraffatti dalla forza delle onde (era il 19 luglio del 1850). In molti cercarono il corpo della giornalista scomparsa, ma senza nessun successo; con questa morte si perse anche un prezioso documento della Fuller, il manoscritto sulla storia della Repubblica Romana, oltre ad altri reperti di estremo interesse.
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È vero che il mercantile trasportava una grossa statua di marmo di Carrara spedita dallo scultore Hiram Powers? La statua fu recuperata?