A dire il vero, comunque, non si tratta di un ribasso molto evidente, ma certamente non può reggere il confronto con l’ultimo periodo di grazia per il porto in questione, vale a dire il trimestre conclusivo del 2008, quando i volumi totali raggiunsero quota 243mila. Le preoccupazioni derivano soprattutto dal fatto che le revisioni delle stime sono state numerose e sempre improntate al ribasso. Le vendite complessive dovrebbero rimanere in linea con la media dei dieci punti percentuali, ma c’è la consapevolezza che il periodo natalizio non sarà foriero di grandissimi risultati.
Tra l’altro, bisogna anche considerare che più di cinquantamila persona lavorano nelle industrie commerciali di Long Beach, insieme a quelle di San Pedro e Wilmington. Insomma, non si può stare per nulla tranquilli e questo per due motivi ben precisi: in effetti, Long Beach è uno dei più importanti centri marittimi degli Stati Uniti (viene definita non a caso la “capitale acquatica della nazione”), ma soprattutto un centro nevralgico che influenza l’economia globale.
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