La decisione è arrivata dopo varie consultazioni: i pareri più ‘decisi’ sono arrivati dalla Dryad Maritime, società specializzata in sicurezza marittima, e dalla stessa ISAF (Federazione Internazionale della Vela): elevatissima la probabilità che i partecipanti potessero cadere nelle mire dei pirati; si è così deciso di evitare la zona, una di quelle più a rischio.
La rotta è stata dunque variata: da Città del Capo le imbarcazioni partiranno alla volta di un’altra destinazione, sul quale per il momento è stato mantenuto il riserbo; una volta raggiunga tale meta, gli scafi saranno caricati su dei cargo per raggiungere Abu Dhabi, separatamente rispetto agli equipaggi. La regata partirà alla fine del prossimo ottobre, si svolgerà lungo 39.000 chilometri; l’arrivo è stato fissato in Irlanda, nell’estate del prossimo anno.
Gli organizzatori hanno espresso rammarico per la decisione, che però è stata giudicata inevitabile. Quello della pirateria è diventato un vero e proprio affare, soprattutto nell’Oceano Indiano. I dati della Dryad hanno rilevato 445 attacchi e 53 navi sequestrate nel solo 2010, con 1.181 persone coinvolte nei rapimenti.
Le navi restano nelle mani dei sequestratori mediamente per 213 giorni; si stima che il fenomeno attualmente abbia portato nelle casse dei pirati riscatti per 150 milioni di dollari.
Nel 2011 il fenomeno non ha accennato a diminuire: finora vi sono stati 214 attacchi: le navi nelle mani dei sequestratori sono al momento 26 con 522 persone; tra queste, gli 11 italiani, catturati in due diversi episodi: a febbraio tra India e Somalia, ad aprile a largo dell’Oman.
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