Ma non deve essere solo l’aspetto sportivo a trionfare per tale rilancio, ma anche quello turistico, industriale e commerciale, con tutte le conseguenze positive che si possono immaginare dal punto di vista economico. Al litorale capitolino servirebbe recuperare un po’ di quell’antico orgoglio che aveva in passato: Roma non è certo nata come città di mare, ma vi è sempre rimasta legata grazie al Tevere.
Lo sviluppo urbano dei primi insediamenti costieri e la conseguente espansione litoranea ha vissuto momenti esaltanti tra gli anni Dieci e Trenta dello scorso secolo, quando il Comitato Pro Roma Marittima avviò i primi piani regolatori incentrati sullo sviluppo industriale del nucleo ostiense. Dopo la guerra, poi, si è assistito a un nuovo sviluppo delle riviere: soprattutto a levante si è assistito a un forte impulso turistico-balneare, grazie alla realizzazione di stabilimenti di pregio come il Kursaal, con tanto di struttura rotonda e trampolino in cemento armato. Ma le buone intenzioni sono terminate lì e anche queste strutture sono finite in disuso, un destino che in futuro si spera non si possa ripetere.
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