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Il “TWELVE ONE DESIGN”, la barca a vela da regata di dodici metri che ricalca lo stile degli scafi della Coppa America ed è stato progettato dallo studio friulano Lostuzzi, è stata la grande novità del tredicesimo “Internautica”-International Boat Show, che si è tenuto a Portorose, in Slovenia, fino a domenica 11 maggio ed era stato inaugurato dal Presidente della Repubblica di Slovenia, Danilo Turk.

L’imbarcazione da competizione, che è già stata provata con successo in mare anche in condizioni difficili di Bora forte, dagli skipper Stefano Rizzi e Lorenzo Bressani, è stata presentata in anteprima alla stampa, agli operatori e agli appassionati sloveni prima dell’inaugurazione di “Internautica” dal progettista friulano, Marco Lostuzzi, e dal costruttore Thomas Gozdecky, di origini austriache ma residente nell’aquileiese.

Claudio Bertazzoni, sales manager di Europe Sailing Corporation ha parlato della costituenda Classe “Twelve” OD (la classe monotipo composta dagli scafi “Twelve” che consentirà di organizzare le regate tra barche uguali) ha poi parlato del progetto sportivo che sfocerà nel 2009 nella Europe Sailing Cup, che si disputerà con i “Twelve” OD. Lostuzzi ha ricordato che questa nuova barca, studiata per poter essere trasportata su un camion con rimorchio di piccole dimensioni (con la sola patente B + E), anche nelle prestazioni è molto simile agli scafi dell’America’s Cup. Dei quali possiede l’albero completamente in carbonio, che è realizzato dalla Southern Spars, proprio come buona parte degli alberi dei team che hanno regatato a Valencia.

Assicura infatti grandi prestazioni sia con il vento in poppa che di bolina. Ma resta ugualmente una barca semplice da condurre, e necessita di soli cinque uomini di equipaggio nella configurazione da regata. Ciò consente di ridurre notevolmente i costi di partecipazione ai campionati di classe e alle altre regate. “Ed è un risultato notevole – ha commentato Lostuzzi – perché è pur sempre una barca lunga 40 piedi, che solitamente dovrebbe richiedere la presenza a bordo di almeno sette velisti”. Si tratta di uno scafo facile da governare da parte dell’equipaggio, in quanto la coperta è rappresentata da un unico grande pozzetto, da poppa a prua.

Mentre il prodiere (l’uomo addetto alle vele di prua) è agevolato nelle manovre e nell’ammainata del fiocco, del genoa e del gennaker, in quanto è protetto dai bordi della barca che svolgono la funzione della battagliola. Solitamente, infatti la prua delle barche è piatta, e non dispone di protezioni laterali per l’equipaggio. Il “Twelve” OD è un prodotto di alta tecnologia. Per esempio, lo scafo è realizzato in vetroresina, ma in infusione, cioè con la colata della resina tra due stampi mantenuti sottovuoto. Ciò conferisce robustezza e affidabilità allo scafo.

“Ci siamo prodigati molto – ha raccontato Lostuzzi – per concentrare i pesi della barca verso il basso, perché si tratta di una imbarcazione molto leggera”. Pesa infatti 3.000 chilogrammi, dei quali ben 1.800 nel bulbo installato in fondo alla deriva retrattile, con un pescaggio massimo di 2,5 metri. L’albero e le crocette e il boma sono in carbonio, il paterazzo è in kevlar: sono dunque leggerissimi. Tutto ciò consente una elevata stabilità del “Twelve” OD, che al timone, sia con vento leggero (si muove velocemente già con pochi nodi di vento) che con vento forte sbanda leggermente all’avvio. Poi si stabilizza divenendo facilmente governabile anche dai timonieri meno esperti, producendosi in planate entusiasmanti. E’ dunque un’ottima barca scuola.

“Questo risultato – ha specificato Lostuzzi – è particolarmente significativo perché, per rendere la barca trasportabile senza dover utilizzare un trasporto eccezionale, essa misura 2,45 metri di larghezza. E’ cioè parecchio stretta in rapporto alla lunghezza; ma lo scafo è stato mantenuto largo e piatto a poppa per assicurargli la stabilità di forma, oltre a quella di peso”. Tra gli accorgimenti particolari il piccolo motore entrobordo a benzina da 15 cavalli, leggerissimo (45 kg), che consente al “Twelve” OD di muoversi a 7 nodi di velocità, facilitando i trasferimenti anche in totale assenza di vento. La barca è infatti stata omologata in categoria “B giornaliera”, e può navigare di giorno.

Non è concepita per le crociere, e quindi il suo impiego è esclusivamente quello sportivo e agonistico. Questi dati, l’illustrazione del progettista, la visione della barca presentata dinnanzi allo stand collocata sul camion Iveco Daily dedicato per il suo trasporto, hanno suscitato molto interesse tra la stampa specializzata slovena e gli addetti ai lavori. Nonché tra i visitatori di “Internautica 2008”. Salone che è in crescita con trecento espositori e mille marchi rappresentati. Ed è il secondo successo in pochi giorni in due contesti completamente diversi. Le scorse due settimane infatti il “Twelve” OD era stato proposto in Austria, sul lago Woerthersee a Felden, grazie all’ospitalità del Velden Yacht Club e dello Schloss Hotel.

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