“In equipaggio non sarà lo stesso e l’Atlantico è molto diverso dal Mediterraneo – ha dichiarato Margherità Pelaschier alla partenza da Palermo – ma ho avuto questa occasione di fare la traversata dell’Atlantico e ne approfitterò per fare delle prove di navigazione in solitario in vista della mia sfida a favore dei bambini della chirurgia pediatrica dell’Ospedale Infantile Burlo Garofolo di Trieste”.
La velista triestina nello scorso mese di ottobre, in occasione della Barcolana, ha presentato il progetto Libera la vita, libera le vele, una sfida che la vedrà impegnata nel prossimo mese di marzo sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alle patologie chirurgiche infantili e raccogliere fondi in favore dei progetti promossi da A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus.
Margherita, che dall’età di 14 anni ha il desiderio di navigare in solitario, partirà da Trieste, prima donna italiana a compiere questo tipo di impresa, per portare messaggi di solidarietà, lettere e disegni preparati dagli stessi bambini della Chirurgia dell’Ospedale Infantile di Trieste “Burlo Garofolo”, appesi ai peluche Trudi, ai bambini nelle stesse condizioni ricoverati al “Gaslini” di Genova.
Ci sono tanti aspetti da valutare più da vicino per quanto concerne la barca d'appoggio
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