Riforma nautica dei porti approvata dal Senato

di Giulia Commenta

Il settore economico e produttivo della nautica torna a tirare un sospiro di sollievo. O per lo meno i dati catastrofici diramati dagli Stati Generali (-60% mercato interno, -33% esportazioni, -26% in media posti barca stanziali) sembra trovare la ricetta adeguata per recuperare un settore che fino al 2008 contribuiva al 3,5% del PIL.

Il Senato ha varato la c.d. “riforma dei porti” ovvero la Riforma della legislazione in materia portuale disegnata dall’ottava Commissione Lavori pubblici e che ha ottenuto l’approvazione con 248 voti favorevoli, nessuno contrario e nove astenuti. Ora, naturalmente il disegno di legge dovrà passare alla Camera dei Deputati per la seconda approvazione.

Mario Ciaccia, Vice Ministro alle Infrastrutture ed ai Trasporti del Governo Monti  ha spiegato:

Attraverso lo strumento della  defiscalizzazione a favore delle società di progetto in alternativa alla ridotta disponibilità di risorse pubbliche che autonomamente non sarebbero state in grado di consentire una pianificazione di nuove opere infrastrutturali e di collegamento; come pure utilizzando i project bond per lo sviluppo infrastrutturale dei porti, se pur non costituiscono la soluzione definitiva, rappresentano un importante corollario all’implementazione normativa in corso.

Ovvero: lo Stato non ha le risorse ma se le aziende proporranno progetti valida potranno usufruire di incentivi fiscali.

Ma il governo non è l’unica istituzione che si è messa in moto per salvare la nautica italiana. La Regione Toscana ha approvato con delibera la proposta avanzata dall’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini di formare un distretto regionale integrato della nautica. Il distretto, in attuazione del Programma e del Piano regionale di sviluppo 2011-2015 si prefige come strumento per governare le politiche locali del settore nautico.

Sarà rappresentato da un comitato di indirizzo formato dai rappresentanti delle Province costiere Lucca (provincia con il più alto numero di aziende), Pisa, Massa Carrara, Livorno e Grosseto, dei sindacati e del Polo di innovazione per la nautica e le tecnologie del mare, delle Camere di commercio, dei Comuni sede di porto turistico, delle categorie economiche.

Photo Credit | Franco Noceti

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