La sua costruzione si basa sul concetto di dynaship, una invenzione che risale addirittura agli anni Sessanta e che deve molto all’ingegnere idraulico tedesco Wilhelm Prolss, il quale intendeva dar vita a imbarcazioni di prestigio, ma che fossero molto agevoli nella loro gestione. Il computer di bordo provvede a formulare dati e parametri piuttosto sofisticati (come ad esempio la velocità del vento), ma l’operazione avviene in maniera del tutto automatica. L’attivazione dei controlli spetta invece a un operatore, anche se, come già specificato, è sufficiente una sola persona per tutto questo. Tra l’altro, The Maltese Falcon può anche ospitare a bordo dodici ospiti insieme allo staff e include una apprezzata cucina, oltre a steward e hostess.
La registrazione ufficiale risale a cinque anni fa ed è avvenuta a La Valletta, nell’isola di Malta: per il viaggio inaugurale, inoltre, venne scelto il Mare di Marmara, nei pressi dello Stretto dei Dardanelli, con la tratta Turchia-Italia che beneficiò di una tappa proprio nel porto maltese. Ma quanto vale esattamente una creatura dei mari di queste dimensioni e caratteristiche? Lo stesso Perkins ha parlato di oltre 150 milioni di dollari, una cifra mostruosa ma non chiara, visto che è stato anche spiegato che non potrà mai essere superiore ai trecento milioni.
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