Lo stesso Moore ha fatto sapere di recente di voler considerare anche altre aperture di aree appositamente pensate per questo scopo, anche se l’iter legislativo sarà sicuramente lungo e tortuoso. Le attività in questione vengono viste come essenziali nel vasto paese e questi progetti cercano di affrontare un paradosso piuttosto marcato, vale a dire il continuo incoraggiamento a una alimentazione basata sul pesce e il contemporaneo divieto di accesso alla pesca, un processo controproducente secondo molti addetti ai lavori.
Il Conservation Council ha però bollato le prese di posizione del ministro Moore come “vecchie e fuori moda”, dunque bisognerà trovare un importante punto di contatto. Ad esempio, il suggerimento di quest’ultimo organismo è quello di implementare attività ittiche più salutari e rispettose dell’ambiente, mediante degli ecosistemi o dei veri e propri “santuari marini”. Gli esempi di successo in tal senso sono le aree della Ningaloo Reef e della Great Barrier Reef, nelle quali be nil 30% delle acque sono gestire in una maniera simile.
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